Crimson Wolf è un manga scritto e illustrato da Seishi Kishimoto, fratello del papà di Naruto e già noto al pubblico per le serie 666 Satan e Blazer Drive, reduci da un successo.

Le vicende sono ambientate in un mondo in cui in ogni essere umano, considerato una “pecora”, si nasconde un lato oscuro denominato “lupo”. Tale lato oscuro esce allo scoperto ogni qualvolta un desiderio particolare di un umano si fa molto forte da far apparire la luna rossa. Compito delle “cappuccetto rosso” sconfiggere nel mondo della luna rossa ed uccidere i lupi per impedire che il mondo cada in preda all’oscurità del peccato, o altrimenti calmandoli distruggendo la luna rossa al loro interno.

Il protagonista è un giovane liceale, Youichi Douchinji, figlio del sacerdote del suo quartiere — o della sua città, questo non l’ho capito sinceramente… — e portante in fronte un particolare neo che lo rende del tutto simile al volto di Buddha — un particolare piuttosto decisivo nel corso della storia. Youchi non è abile nell’esternare i suoi sentimenti, soprattutto in seguito alla morte della madre per una grave malattia, ed è innamorato della sua amica d’infanzia Hibari, alla quale non riesce a dichiararsi. Un giorno le due gemelle Ayame e Yuuka figlie di Kurenai Akatsuki, sopravvissuta ad un incidente aereo tempo prima, si trasferiscono nell’istituto di Youichi e il protagonista si ritrova coinvolto nella battaglia delle cappuccetto rosso diventando la pecora di Ayame e permettendole di accrescere così il suo potere e le sue abilità.
Nello scontro viene coinvolta anche Hibari, il cui lupo si risveglia dopo un forte accrescere della superbia in lei. Il suo lupo viene tuttavia ucciso da Yuuka insieme alla sua pecora e Youichi e Ayame arrivano troppo tardi per impedirlo. Hibari cade quindi in un sonno profondo dal quale si sarebbe potuta risvegliare solamente se una delle due cappuccetto rosso si fosse sacrificata assorbita dal lupo, come afferma Yuuka rivolgendosi al protagonista. Da questo punto della storia si fa più evidente l’antitesi tra le due sorelle e il motivo per cui combattono, ovvero diventare la vera cappuccetto rosso: Ayame vuole sconfiggere la sorella per far scomparire tutti i lupi sacrificandosi da vera cappuccetto, mentre Yuuka vuole vincere per acquisire un potere che la porti più vicina a quello di un dio. La sorte della battaglia deciderà anche il destino di Hibari e per questo Youichi continuerà a battersi insieme a Ayame. Nel corso della storia Youichi riuscirà ad avere dei nuovi amici e compagni di battaglia e a crescere interiormente, esternando più facilmente i suoi sentimenti.

Dato che preferisco che voi lo leggiate, non vi rivelerò il finale della storia e procederò quindi a valutare l’opera. Dico subito che inizialmente non conoscevo per niente l’opera, ma che la sua lettura mi è stata suggerita da una mia amica. Che dire, nonostante un primo impatto non proprio convincente sfogliando qualche pagina prima di acquistarlo, ho deciso comunque di prenderlo e sperare che non sarebbe diventato un cattivo acquisto. Tuttavia dopo averlo letto con più calma la storia mi ha catturato e l’ho trovato piuttosto originale, anche se diverse scene piuttosto violente — mi riferisco agli scontri tra i cappuccetto rosso e i lupi — non sono proprio del mio genere, dato che ricerco battaglie più semplici e storie con contenuti sentimentali. Ma la storia di Youichi e Hibari è stata quella che mi ha spinto a leggerlo di più, ancora di più dell’ambientazione originale. L’autore ha infatti mischiato elementi ricollegabili alla religione (i sette peccati capitali) con altri appartenenti al mondo delle fiabe, ovvero la storia di cappuccetto rosso, creando un mondo reale e un mondo parallelo della luna rossa, dualismo che mi ha ricordato vagamente un certo maho shojo dello stesso anno, ma non faccio nomi. Con il procedere della storia, il rapporto tra i personaggi fa assumere al manga toni sempre più shonen, strizzando un occhio al pubblico più maturo con combattimenti piuttosto complessi. L’idea dei combattimenti nel mondo della luna rossa è molto buona, anche se poco sfruttata per dare spazio ad una storia di scontro tra due sorelle che ha sviluppi evidentemente piuttosto rapidi e che non permettono al manga di essere lungo — se lo fosse stato, non avrebbe avuto lo stesso impatto probabilmente con questa storia e ne sarebbe servita una diversa e più riconducibile ad uno shonen di lunga serializzazione come quello dell’altro Kishimoto (ok, non così lungo).
Il finale ha saputo soddisfarmi a pieno, dato che l’autore ha optato per quello felice e spesso voglio leggere qualcosa proprio perché cerco un finale felice, alternativo alla realtà piena di cattive notizie ai telegiornali e scandali che mi fanno storcere il naso sempre più spesso e che ci fanno dimenticare che le storie a lieto fine esistono anche nella realtà e non solo nella finzione solo se lo vogliamo davvero.

Il manga è composto da soli 15 capitoli, ma piuttosto corposi e suddivisi in 4 volumi, rendendolo rapido da leggere e piuttosto compresso, senza lasciare spazio a vicende secondarie come spesso accade nei manga più lunghi o che puntano ad esserlo. Una storia sì compressa, ma che probabilmente la rende realizzata a pieno. Non lo considererò uno dei miei preferiti, ma comunque lo ritengo una buona lettura da piazzare tra una serie lunga e l’altra.

Per quanto riguarda l’edizione GP Manga, posso solo chiedermi per quale motivo siano state lasciate le u, quando le o dei nomi erano chiaramente delle o lunghe, ma va beh. Mi è piaciuta l’idea di mantenere i suoni in kanji con a fianco traduzione in italiano/inglese, rende più umano il lavoro dei fan che rilasciano le scan in attesa delle edizione italiane (*ironico*). Per quanto riguarda la traduzione, non posso esprimermi dato che non ho avuto modo di consultare un edizione tradotta letteralmente (senza un adattamento al pubblico medio italiano quindi), ma i dialoghi mi sono sembrati piuttosto realistici, senza termini troppo inverosimili per essere detti da qualcuno e senza errori grossolani che ho trovato in altre serie (non dello stesso editore, dato che è il primo manga GP che leggo).

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